| D'impianto tardo cinquecentesco, risulta rimaneggiata in epoche di
datazione incerta; sulla torre campanaria è scolpita la data 1864 e su di essa viene
inserito l'orologio intorno al 1870; subisce restauri nei primi anni del '900. Attualmente
sono in corso lavori di restauro per conto del Comune. Tale chiesa risale
circa al 1575 e dallo stile si pensa che sia stata fatta o dal Vignola o da un suo
allievo. E ad una navata con torre ad orologio del 1800, quindi posteriore alla chiesa
stessa. |
![]() Particolare dell'altare |
E' rilevata nel Cat. Greg. (lett. H) come chiesa di proprietà della Compagnia della Madonna del Gonfalone.
I primissimi anni '80 fa privata del tetto per lavori di restauro su i quali intervennero controversie tra il Comune e la Soprintendenza ai Monumenti del Lazio che, incomprensibilmente, dispose l'apposizione di sigilli al monumento rimasto così privato di copertura per circa un decennio. Codesto evento ha compromesso pesantemente lo stato di conservazione degli interni, in particolare degli altari e degli affreschi.
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La Chiesa del Gonfalone si inserisce nel piano di espansione urbanistica verso la zona alta meridionale del paese, iniziato intorno alla fine del '500 e culminato con l'edificazione del Borgo Paolino tra il '600 e il '700. L'edificio, iniziato anch'esso verso la fine del XVI secolo e consacrato i primi del '600, presenta una facciata rettangolare di forme perfettamente geometriche. L'evidente perfezione geometrica della facciata è accentuata da una serie di legature in peperino che disegnano tre file verticali di rettangoli sovrapposti; i centrali sono occupati rispettivamente dal portale, sempre in peperino e sovrastato da un timpano e, nel rettangolo superiore, da un grande finestrone che dà luce all'interno della chiesa. Il Gonfalone nella sua pianta e nella sua facciata, presenta evidenti affinità con alcune chiese costruite nella zona del Vignola o dalla sua Scuola, anche se non è possibile, allo stato attuale, ricollegarlo con l'uno o con l'altra. Nella seconda metà dell'Ottocento, è stata aggiunta alla facciata la Torre Centrale nella quale è stato sistemato l'Orologio civico ancora funzionante fino a tutti gli anni '70. |
L'interno è a navata unica con un altare centrale e quattro laterali, tutti ornati da colonne, putti e simili in gesso di epoca barocca e di un certo pregio. Vi sono affreschi di particolare valore artistico: il lavoro pittorico dell'interno è più di carattere ornamentale che figurativo. Gli altari contenevano in passato alcune tele del '600 anch'esse di un certo pregio (queste tele sono conservate ora nei sotterranei della Collegiata S. Giovanni Battista e in attesa di restauro).
La Chiesa era la sede della Confraternita del Gonfalone o di S. Antonio Abate che gestiva l'ospedale, legato all'Arciconfraternita Romana del Santo Spirito (di cui conserva lo stemma nei locali attigui alla Chiesa, Pro-Loco) e l'ospizio degli esposti. L'edificio dell'ospedale, attiguo alla Chiesa ed ora di proprietà del Comune di Campagnano, ha ospitato fino in tempi recenti alcuni servizi sanitari (Consultorio Familiare, Avis, ecc.).
Ospedale di S. Spirito
Menzionato in un documento del 1527. Rilevato nel Cat. Greg. (lett. I)
come Ospedale con corte di proprietà della Compagnia della Madonna del Gonfalone è
attualmente in restauro.
L'ospedale, situato dove ora è il Consultorio, era gestito dagli stessi contadini, che
partecipavano al suo funzionamento mediante la donazione in parti uguali di ogni cosa
necessaria, come ad esempio il lino per tessere le lenzuola o il grano per il pane.
| Testi tratti da: "Campagnano e le Bancarelle" Fotografie: Ira Levin |
Elaborazione Web: LC Net |