| Nel novembre del 1979, durante i lavori di ampliamento della SS. 2 Cassia, venne alla luce un tratto molto ben conservato della via consolare romana, su cui si affacciavano edifici termali e ambienti commerciali (Tabernae) relativi alla stazione postale romana (Mansio) di AD VACNUS citata sulla Tabula Peutingeriana (carta itineraria del cursus publicus (servizio postale romano) arrivataci da copie medioevali). | ![]() |
La Mansio č situata al ventesimo miglio romano della via Cassia (Km 31.200) ed č vissuta dalla fine del primo secolo a.C. alla prima metā del quinto secolo d.C..
Nel sistema delle stazioni viarie le Mansiones erano le tappe giornaliere (ove si pernottava) a differenza della Mutationes, dove a metā percorso si cambiavano i cavalli del carro postale. Degli edifici del complesso che prevedeva vasti ambienti di bagni per i viaggiatori, botteghe, magazzini e stalle articolate attorno ad un cortile carrabile, č stato finora messo in luce, quasi completamente solo il complesso termale, il quale disposto in serie poteva ospitare molti viandanti. Dopo l'abbandono, la mansio, č stata spogliata sistematicamente da tutti i rivestimenti marmorei e dalle parti utilizzate in seguito nella vicina chiesa alto-medioevale di S. Alessandro sita sul bordo meridionale dell'antico lago di Baccano, (prosciugato nel 1838 dalla famiglia Chigi) e nella costruzione del borgo medioevale di Baccanus sopravvissuto fino al dodicesimo secolo. I resti romani sono coperti da depositi di sabbia lacustre dovuti agli straripamenti del lago avvenuti tra il settimo e l'ottavo secolo d.C.
L'IMPIANTO TERMALE
| L'impianto termale presente nella valle di Baccano, sebbene parzialmente scavato, risulta composto da pių serie di bagni, quattro ipocausti, praefurnia, due aule fornite di vasche. Originariamente costruito con muri di opera reticolata nel primo secolo d.C., subisce una serie di modifiche, ristrutturazione e restauri, che comportano l'ampliamento di alcuni settori e la soppressione di altri, in un arco di tempo compreso tra il primo secolo d.C. e l'abbandono della zona nel quinto secolo d.C.. | ![]() |
Di questi continui lavori restano le testimonianze delle murature, edificate in opera laterizia e vittata. Questa parte del complesso relativo alla Mansio, si presenta articolata intorno ad un cortile pavimentato in opus spicarum (mattoncini disposti a coltello con disegno a spina di pesce). Lungo il lato occidentale della via Cassia, si affacciano tre vani con praefurnium.
Gli ambičnti erano riscaldati dal passaggio del vapore nelle sottopavimentali suspensurae che, in questa zona, presentano una inconsueta intercapedine formata, oltre che dai noti mattoncini, da una serie di canali.