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Campagnano di Roma
La Villa dei Severi

 

 

Il massiccio fenomeno di ripopolamento dei nostri luoghi che segue la conquista, assiste anche all'insediarsi di un particolare tipo di edificio: la villa signorile, dotata di impianto termale, rifinita con marmi pregiati, mosaici e sculture.
L'amenità dei luoghi doveva essere tale che lo stesso imperatore Settimio Severo vi fece edificare una splendida villa.

Il complesso venne alla luce tra il 1869 ed il 1870, nel terreno situato all'altezza del 17° miglio della via Cassia. La villa, situata su due piani, presentava rivestimenti marmorei, stucchi, pitture e mosaici. La presenza di pasta vitrea blu e di marmi non italici confermano la nobiltà dell'edificio. Al piano terra erano gli ambienti termali, con mosaici a due colori raffiguranti scene marine; al secondo piano si trovavano due pavimenti distinti: uno più grande, di forma rettangolare, con il pannello della Flora contornato da pannelli più ridotti raffiguranti le Muse. L'altro raffigurante le quattro Fazioni del Circo. I pezzi acquistati dallo Stato furono complessivamente 64; attualmente sono conservati presso il Museo Nazionale Romano. Le fazioni del Circo
Le Fazioni del Circo

Alla Villa dei Severi è legata la vicenda del Martirio di S. Alexandro, Vescovo in Baccano, avvenuto nel IV secolo d.C. Questo costituisce certamente uno degli aspetti più oscuri e nello stesso tempo più coinvolgenti della storia dei nostri luoghi.

La vicenda del suo martirio la conosciamo attraverso la Passio redatta da Adone, documento che nel passato ha avuto scarsissima considerazione fra gli studiosi di antichità cristiane. Il rinvenimento casuale di due pilastrini d'altare in marmo, ad opera di un contadino campagnanese nel 1875 nei pressi di Baccano, diede modo al grande studioso di archeologia cristiana G. B. De Rossi, di avviare le ricerche onde documentare l'esistenza della basilica di Baccano dedicata al vescovo martirizzato.

Il racconto della Passio è di una precisione sorprendente, al punto di riferire il luogo esatto della sepoltura del martire: "Egli, - narra il testo - fu dapprima condotto alla villa imperiale situata al 17° miglio della via Cassia, ivi processato, condannato e da lì condotto nel vicus baccanensis ad una fornace prossima alle pubbliche terme" (Mansio di Baccano). Uscito indenne dalle fiamme, viene decapitato poco fuori dall'abitato nei pressi del XX0 miglio della via Cassia. Sopra il sepolcro, secondo il racconto, fu posta una lapide con su iscritto: «Hic requiescit sanctus e venerabilis martyr Alexander, cuius deposito celebratur undecimo kal. octobris». Alla edificazione di una chiesa dedicata al santo si associa l'esistenza di un cimitero contiguo di trecento piedi.

Negli anni '50, Mons. Galligani ebbe modo di vedere i resti di alcune sepolture molto povere e di una epigrafe presumibilmente paleocristiana ove si leggeva: "Sibinia virgo vixit anno III». I pilastrini d'altare sono stati ritrovati nei magazzini del Museo Pio Cristiano dal Prof. V. Fiocchi Nicolai, dell'Istituto di Archeologia Cristiana che da anni promuove attive ricerche per il rinvenimento dell'antica basilica dedicata al martire Alexandro in Baccano.


 Foto e testi tratti da:
"Martignano, una perla tra i Monti Sabatini"
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