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Capena
Il Centro Storico

 

 

L'attuale paese che si differenzia dall'antica Capena - sulla Civitucola - ha anch'esso origini molto antiche. Il suo nucleo primitivo che attualmente viene chiamato in parte "la Rocca" e in parte "Paraterra" è costituito da un imponente tallone di tufo, con pareti molto scoscese.

Il luogo ha una storia particolare: esso infatti non è stato abitato in modo continuativo ma, come è avvenuto anche in altri paesi arroccati, era frequentato nei periodi di insicurezza (guerre, invasioni), proprio grazie alle sue difese naturali, mentre durante epoche di pace e tranquillità era meno abitato.

Le tracce della sua frequentazione risalgono addirittura alla Preistoria: si trovano infatti testimonianze e tracce di vita a Paraterra e lungo le pareti dello sperone. Questo è chiaramente dovuto alla conformazione del luogo che offriva grotte per abitazione, numerosi corsi d'acqua nella valle e molta fauna.

Si hanno tracce del periodo romano in un Colombario situato sulla parete di tufo a picco, a Sud-Ovest, in località Paraterra.
I colombari sono un tipo di sepoltura, utilizzata soprattutto in epoca romana, durante l'impero; essi consistono in un'ampia camera che ha, lungo tutte le pareti, numerose nicchie consecutive, dove venivano poste le urne cinerarie. I colombari comunque sono presenti già dal IV sec. a.C., nel mondo Etrusco.

Colombario del II-I secolo a.C.

Quello di Capena, che in paese viene chiamato "Farmacia Vecchia" è ascrivibile molto probabilmente, al II-I sec. a.C. E' costituito da quattro stanze superiori rettangolari, con volta a botte, vicino alle quali c'è un pozzo circolare profondo circa 20 mt. Al di sotto c'è un'altra camera molto ampia di mt. 4,60 x 6,10, con un pilastro centrale, con circa 400 loculi. Adiacente a questa, c'è un'altra stanza più piccola, con volta a botte, con un solo grande loculo.

Altra testimonianza forse di epoca romana, sono i resti di un muro, in opera quadrata, che proteggeva l'unico punto d'accesso allo sperone lì muro è stato successivamente inglobato nella costruzione del Palazzo dei Monaci.

Tutto lo sviluppo delle fasi successive al periodo romano è facilmente individuabile, in base alle caratteristiche architettoniche degli edifici: la parte più antica è sicuramente Paraterra. Il tessuto urbano tipicamente medioevale è caratterizzato da strade strette e improvvise aperture (piazzette), nella cui pavimentazione si notano ancora numerosi basoli e tratti di selciato. Interessante è anche la presenza di numerose case a schiera, dove si notano piccole finestre, archetti e tratti di strade coperti con archi, sopra i quali si trovano alcune case. Qualcuno di questi "passaggi coperti" ha ancora un soffitto di legno. Per tutto l'abitato si notano elementi marmorei anche più antichi, riutilizzati nelle costruzioni. Si conserva ancora parte delle mura di cinta con un'ingresso ad arco rotondo di peperino con la traccia di una caditola (usata per sbarrare il portone). Sopra l'arco c'è ancora l'impronta dell'antico scudo, che aveva lo stemma della città di Leprignano.


Portale della chiese S. Michele Arcangelo
Attorno al nucleo medioevale si sviluppò la parte Rinascimentale, con la sistemazione della Rocca dove furono aperte due piazzette e fu costruita una chiesa, ora diroccata, dedicata a S. Michele Arcangelo, di cui si conserva l'elegante portale di marmo con un'iscrizione sull'architrave che riporta anche la data di costruzione, 1477: "MCCCLXXVII - T(empore) - SIXTI PP IIII". Nella chiesa si trovavano molti affreschi di cui non ne rimangono adesso che poche tracce.

Testimonianze di rifacimenti negli ambienti sottostanti la chiesa consistono nell'apertura di finestre, su una delle quali si nota la data di tali lavori: 1642.
Durante questo periodo fu ampliato e sistemato il poderoso Palazzo dei Monaci.

 

Palazzo dei Monaci: La costruzione del Palazzo Abbaziale presenta diverse fasi: la più antica risale all'Alto Medioevo ed è quella adiacente all'antico borgo e terminava con l'utilizzazione del muro romano in opera quadrata come sistema difensivo. L'unico punto d'entrata era dall'arco in peperino a sinistra.
La seconda fase è di epoca rinascimentale come risulta dalla data posta sulla bugna del portale di ingresso: 1599.

E' questo il periodo più importante della storia del palazzo che assume l'aspetto e la struttura attuale, perdendo quasi totalmente le caratteristiche difensive originarie. Si costruisce, in relazione alla piazza antistante creata contemporaneamente, un secondo accesso al palazzo, effettuando un taglio nel muro romano che viene a trovarsi ora all'interno.
Palazzo dei Monaci (XVI sec.)

Queste due fasi distinte sono evidenti in pianta: la seconda ha strutture e ambienti più regolari, mentre nella prima, le stanze sono disposte più irregolarmente.
Il palazzo è a due piani, con sotterranei che attraversano tutto lo sperone di tufo, con sbocchi in vari punti della Rocca.
Nel 1851 furono eseguiti importanti lavori di restauro, ai quali si deve l'attuale sistemazione del palazzo.

Al palazzo si accede tramite una moderna rampa in cemento che ricalca l'antico ponte levatoio.
Nell'ingresso si nota un'interessante pavimentazione a raggera in sampietrini e cotto. Sulla destra c'è una scala cordonata completamente scavata nel tufo, con una pavimentazione in parte a tufelli e in parte in "opus spicatum", con il pianerottolo coperto con volta a botte e crociera, che porta al piano superiore. Il primo piano è diviso al centro da un corridoio, che è l'unico punto di attraversamento dell'antico muro romano. Lungo questo corridoio si nota un'apertura circolare di circa 1 metro di diametro, ora chiusa da sampietrini: è forse l'antico trabocchetto difensivo di cui ancora parlano gli anziani del luogo? Questo piano era diviso da ampie arcate in tufo - ora chiuse - ed era adibito a magazzini di servizio, stalle, granai, dispense.
Il corridoio sfocia in un cortile interno da dove si accede al piano superiore, attraverso due rampe contrapposte di scale.
Il secondo piano era usato come abitazione per i monaci ed eventuali ospiti.
La rampa di destra porta a un corridoio dove c'è una lapide che ricorda i lavori del 1851. Grazie alla documentazione di questo restauro, conosciamo l'esatta destinazione delle varie stanze. C'erano degli ambienti di rappresentanza posti lungo il fronte che dà sulla piazza: sala della loggia, sala da ricevimento, sala da pranzo, etc. A Ovest c'erano ambienti di servizio e le camere destinate agli ospiti; a Sud le stanze destinate ai monaci e la cappella.
Il palazzo fu abitato dai Monaci fino alla fine dell'800. Successivamente fu usato prima come Residenza Comunale, poi come scuola pubblica e infine fu venduto a privati.

 

Piazza del Popolo: La piazza è la più antica e la più grande di Capena. L'attuale sistemazione risale al XVI sec. contemporaneamente all'ampliamento del Palazzo dei Monaci.
E' completamente chiusa da case, che si conservano ancora su tre lati. Nell'insieme vi si possono notare edifici risalenti al XVI e XVII sec. Da notare a sinistra un elegante palazzetto rinascimentale, dove si evidenziano numerosi elementi caratteristici del periodo. Ha un bel portone con una cornice a bugnato di travertino, eleganti marcapiani (fasce di colore diverso usate per delimitare i vari piani), interessanti cornicioni, finestre con cornici in stucco.
Sulla piazza si affaccia la Torre dell'Orologio.


Torre dell'orologio (XVIII sec.)
Torre dell'Orologio: E un edificio che risale al XVI sec. e fu usato anche come sede del Comune. Rispetto agli altri edifici della piazza vi si nota una maggiore ricchezza di decorazioni: le cornici delle finestre non sono semplici e lineari ma hanno motivi floreali e di animali.
Alla base c'è una fontana, inquadrata da un arco, su cui poggiano le tre stanze della Torre.
Sulla sommità c'è il quadrante di un orologio ad acqua, il cui meccanismo era custodito all'interno e alimentato dalla sottostante fontana. Le ore erano scandite dal suono di una campana posta sul tetto dell'edificio.
Singolare è la sistemazione dell'edificio: incastrato tra le altre costruzioni della piazza, è arretrato rispetto ad esse e forma con gli edifici laterali un angolo molto pittoresco e caratteristico.

Testi: G. Bocconi, A. Bernardoni, F. Iena
M. Jacobellis, F. Montella

Fotografie: F. Sanapo
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