Le necropoli etrusche continuano ed estendono, lungo le principali strade di accesso a Veio, l'area di quelle villanoviane. A Nord il sepolcreto villanoviano di Grotta Gramiccia si prolunga in quelli etruschi di Casale del Fosso e Riserva del Bagno; ad Est attorno alle necropoli villanoviane di Quattro Fontanili e Vaccareccia si sviluppano quelle di Picazzano, Vaccareccia e Monte Michele; ad Ovest dopo la necropoli di Valle La Fata, villanoviana, abbiamo quella etrusca di Monte Campanile. Necropoli minori sono note attorno all'acropoli di Piazza d'Armi, a Oliveto Grande, a Pozzuolo, a Casalaccio sul versante occidentale della città, e a Macchia della Comunità su quello orientale. Nel complesso Veio, come molte città etrusche, appare virtualmente cinta da nuclei di sepolture, di varia grandezza ed importanza, sviluppatisi lungo tutto il VII e il VI sec. a.C. La struttura complessiva di queste necropoli non è molto conosciuta.
Il V sec. a.C. appare quasi del tutto privo di necropoli, come avviene per il vicino Lazio e a differenza di quanto è documentato nelle altre necropoli del resto dell'Etruria meridionale. Tuttavia alcune indicazioni sul costume funerario tardo-arcaico e classico esistono. Già alla fine del VI sec. a.C. e per la parte iniziale del V sec. a.C. notiamo un mutamento nel rito di sepoltura: in luogo della tomba a camera, conservatasi molto semplice per tutto il VI sec. a.C., troviamo un nuovo tipo: la sepoltura consiste in una grande fossa profonda e quasi quadrata, resa accessibile da una scalinata e recante nella parete di fondo uno o più loculi per i cinerari, in genere vasi dì bucchero, di impasto o attici a figure nere di modesta qualità. Oltre a questo rito, un altro, riscontrato presso molte delle grandi tombe a tumulo e a camera, attesta la possibile continuità della tradizione gentilizia dal VII al VI e a parte del V sec. a.C.: esso consiste in sepolture a pozzo contenenti il solo cinerario, privo di corredo. L'impressione che si ricava è quella dell'affermarsi di una sorta di progressive e differenziate leggi contro il lusso (e dunque anche contro gli sprechi in occasione dei funerali), per combattere la ricerca e l'esibizione a finì dl prestigio del lusso privato e familiare. Promotori di leggi del genere possono essere regimi sia oligarchici, che tirannici, che democratici: la storia successiva di Veio sembra testimoniare, con il riemergere in pieno V sec. a.C. della monarchia, una forte conflittualità sociale, con il frequente ricorso a regimi autoritari (i re altro non sarebbero che tiranni di tipo greco).
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