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Formello
Veio, il territorio

 

 

Il vasto territorio di Veio si estende tra la fascia pianeggiante sulla sponda destra del Tevere e le alture alle spalle di Caere fino al lago di Bracciano (attuali comuni di Capena, Formello e Campagnano). È difficile fissare i limiti antichi dell'ager veientanus, data la natura dei luoghi, con alture appena pronunciate inframmezzate da fertili piaghe; limite meridionale è certo il corso del Tevere, ma già a Nord-Est il suolo veiente trapassa senza ostacoli naturali nel territorio di Capena, che le fonti descrivono come colonia di Veio. Verso settentrione, la via Cassia innerva le terre di Veio, passando la valle del cratere vulcanico di Baccano; non sappiamo se il territorio terminasse qui o se proseguisse fino alla strettoia verso Sutri e verso Nepi, i "claustra Etruriae" (porte d'Etruria), che segnavano certamente un confine tra i territori falisci e tarquiniesi. Ad Qvest dobbiamo cercare i confini nelle alture attorno al lago di Bracciano, l'antico "lacus Sabatinus", anche se soprattutto in questo caso dobbiamo supporre l'esistenza di limiti non del tutto certi e, forse, causa di non pochi conflitti con la vicina Caere.

In questa vastissima area i siti conosciuti sono relativamente pochi:
Per l'età villanoviana un interessante insediamento localizzato è quello di Monte S. Angelo, del quale è stata esplorata la piccola necropoli. Più ricca la documentazione arcaica: nell'area tra il Tevere e la costa, ove erano i "septem pagi", si conosce un notevole abitato a Testa di Lepre presso Maccarese, con tombe a camera di tipo veiente, e il già ricordato "oppidum" di Colle S. Agata, mentre nell'interno il sito principale è costituito dall'abitato di Trevignano, forse l'antica "Sabatia". Questo è un vero e proprio sito di frontiera, con caratteri culturali sia veienti che ceriti.
Immagine di Antefix proveniente dal Tempio di Portonaccio (Veii, VI secolo a.C.)

In tutta la valle di Baccano e, verso Est, in direzione del territorio di Capena, le fattorie e gli "oppida" di dimensioni modeste sono abbastanza numerosi e restituiscono l'immagine di una campagna assai presto assoggettata a Veio e ben controllata dalla città.

Per l'età repubblicana le indagini britanniche hanno fornito una documentazione imponente, che ci testimonia una campagna fittamente popolata, come dobbiamo supporre per territori divisi fra le quattro tribù costituite all'indomani della caduta di Veio. Anche ricca e significativa è la presenza di ville tardo-repubblicane e imperiali, alcune delle quali, come quella di Baccano, di altissimo livello: sappiamo che gli antenati dell'imperatore Settimio Severo, alla fine del I sec. d.C., possedettero una villa in territorio veiente. Lo spopolamento tardo-imperiale è meno marcato che altrove, ma pur sempre evidente; la formazione di centri medievali in quest'area è fenomeno assai limitato.


Testi: Mario Torelli
Fotografie: Mario Carrieri
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