La Chiesa di S. Giovanni Battista fu costruita nel XII secolo e restaurata nel XV secolo. La prima menzione del titolo di S. Giovanni risale alla bolla di Giovanni XIX del 1027 per la diocesi di Selvacandida, insieme ai titoli di "S. Maria e S. Biagio in Scrofano".
Il complesso della Chiesa è costituito
esternamente dalla presenza del Campanile,costruito in blocchi di
tufo a due ordini di bifore con colonnina centrale e cornici in
laterizi con mensole marmoree, risalente al XIV secolo.
L'interno della Chiesa è a pianta irregolare, ad unica navata
centrale,preceduta da un vestibolo, fiancheggiata a destra da un
lungo ambulacro e a sinistra da due nicchie e un pulpito
intarsiato in legno, recante la data del 1641.
| Nel vestibolo della chiesa è posta una grande
campana, la cui storia viene raccontata da un articolo, pubblicato da "L'Osservatore Romano della Domenica" del 23 Febbraio 1947. " Quando il popolo romano , acceso nell'amor patrio dalle focose orazioni del tribuno Cola di Rienzo, aspirava all' antica grandezza e l'esercito del Papa avignonese Innocenzo VI, agli ordini del Cardinale Albornoz, liberò la città e gli Stati della Chiesa dall'anarchia e dalla tirannia dei principi, venne fusa una campana il giorno 12 marzo 1357 "in onore di Dio e a ricordo della liberazione della Patria" dai romani Nello e Cianolo. L'iscrizione posta sulla campana termina con l'invocazione al Protettore San Biagio. Tale campana fece sentire la sua voce dall'alto del Campanile per ben 442 anni, finché si ruppe e fu rimossa dal Campanile ad opera del mastro muratore Pavolo Tacchi, nell'anno 1799". |
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Sulla parte superiore della campana vi è riportata la seguente scritta:
IN (NOMIN)E D(OMI)NI AM(AN) A D MCCC LVII ME(N)SE MAR(TII) XII VIE MENTEM S(AN)C(T)AM SPONTANEAM DELLUS ET CICCOLO ROMANI ME FEC(E)RU(N)T S BLASIUS (PASTORALE) ORA PRO NOBIS.
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Nella navata centrale, si può ammirare, volgendo lo
sguardo al soffitto, una raffigurazione dei Santi
Giovanni Battista e Biagio, dipinta olio su tela e
incollata su legno, che risale al XVI-XVII secolo. Mentre
sul pavimento è incastonato un Mosaico del XVIII secolo,
raffigurante lo stemma del Cardinale Gasparri. L'ambulacro
è suddiviso in quattro vani irregolari. Nel primo vano
si trova l' icona dell' Ecce Homo dipinta olio su tela,
nel secondo un affresco raffigurante la Pentecoste del
XVII secolo, nel terzo vano vi è un altare sopra il
quale è posta una statua in legno di fico raffigurante
la Madonna. Il Confessionale in legno, risalente al XIX
secolo, si trova nel quarto vano. |
| A sinistra della navata, nella prima nicchia c'è un
Crocifisso in legno. Successivamente si può ammirare l' Altare della famiglia del Cardinale Gasparri, che risale al Concordato del 1929. L'altare è decorato con una tela della Vergine Maria e due teche laterali con reliquie di santi. A destra : S. Simplicio, S. Clemente, S. Fortunato, S.valentino, S. Benedetto, S. Felice, S. Concorde. Nella bacheca ci sono reliquie di Santi più recenti: S.Michele Garicoits(1863), S.Gemma Galgani(1903), S.Eufrasia, S.Giovanni Leonardi(XVII), S.Giovanni Thornet, S.Clemente Hofbauer(1820), S.Giovanni Bosco(1888), Beato Antonio Fournet(1794). A sinistra: S. Modesto, S.Giustino, S. Liberato, S.Diletto, S.Vitale, S.Onorato, S.Prudenzio, S.Urbano. |
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Il Presbiterio è caratterizzato dalla presenza di
opere rinascimentali, testimonianza della
ristrutturazione della chiesa. L'altare, consacrato nel
1515, è scolpito in marmi colorati. A destra di esso si
trova la statua di S.Giuseppe e a sinistra, una tela di
S. Emidio, protettore dei terremoti, con in mano il paese
di Sacrofano. Sempre sulla sinistra si trova una statua in legno di S. Sebastiano Martire. Sotto l'altare vi è una grande teca contenente le ossa di S. Giustino Martire. |
Uno dei punti di maggior rilievo della chiesa è
costituito dal Ciborio posto nell'abside.
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| Testo e Fotografie: Don Maurizio Medici Giacinta Luciani |
Elaborazione Web:
LC Net Collaborazione: Gianluca Luciani |
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